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Fede e ragione

CHIESA DI CRISTO

Semplicemente cristiani

DIO HA POSTO L’ETERNITÀ NEI NOSTRI CUORI

di David Thomley

Molto tempo fa, il saggio in Ecclesiaste 7:1-2 disse: «Una buona reputazione vale più dell’olio profumato; e il giorno della morte, è meglio del giorno della nascita. È meglio andare in una casa in lutto, che andare in una casa in festa; poiché la è la fine di ogni uomo, e colui che vive vi porrà mente».

Paul Azinger era all’apice della sua carriera come giocatore professionista di golf quando il dottore gli disse che aveva un cancro, e che forse questo cancro era maligno. In quel momento tutta la sua vita cambiò. Lui era nel fiore della vita e alla morte non ci pensava per niente. Ma ora successo e ricchezza non avevano più tanta importanza. Pensava continuamente a qualcosa che gli era stato detto: “Crediamo di essere nella terra dei viventi, diretti verso la terra dei morti; ma in realtà siamo nella terra dei morti, e andiamo verso la terra dei vivi”

Se accetteremo la realtà del mondo futuro, tutto cambierà radicalmente nella nostra vita. I nostri valori verranno messi in ordine d’importanza e verranno purificati.  Il denaro, i beni materiali, il tempo, gli amici, la famiglia e la vita stessa verranno inquadrati nella giusta prospettiva.

Sfortunatamente noi uomini viviamo spesso come se il cielo fosse irrilevante o non esistesse proprio. Troppo spesso siamo presi totalmente dalle cose temporali di questa terra. Gesù disse che le preoccupazioni di questa vita consumano la mente e il cuore:

            «Perciò vi dico: non siate in ansia per la vostra vita, di che cosa mangerete o di che cosa berrete; né per il vostro corpo, di che vi vestirete. Non è la vita più del nutrimento, e il corpo più del vestito? Guardate gli uccelli del cielo: non seminano, non mietono, non raccolgono in granai, e il Padre vostro celeste li nutre. Non valete voi molto più di loro?  E chi di voi può con la sua preoccupazione aggiungere un’ora sola alla durata della sua vita? E perché siete così ansiosi per il vestire? Osservate come crescono i gigli della campagna: essi non faticano e non filano; eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, fu vestito come uno di loro. Ora se Dio veste in questa maniera l’erba dei campi che oggi è, e domani è gettata nel forno, non farà molto di più per voi, o gente di poca fede?  Non siate dunque in ansia, dicendo: “Che mangeremo? Che berremo? Di che ci vestiremo?” Perché sono i pagani che ricercano tutte queste cose; ma il Padre vostro celeste sa che avete bisogno di tutte queste cose. Cercate prima il regno e la giustizia di Dio, e tutte queste cose vi saranno date in più. Non siate dunque in ansia per il domani, perché il domani si preoccuperà di sé stesso. Basta a ciascun giorno il suo affanno» (Matteo 6:25-34).

Gli uomini che non si affidano a Dio misurano la vita in termini di denaro, beni materiali, potere, posizione sociale. Vivono come se questa vita fosse tutto quello che hanno. Per questa ragione, sono ossessionati dall’idea di possedere tutto. Qualsiasi cosa ottengano, però, non è mai abbastanza. Perché? Perché siamo “fatti per l’eternità” e le cose di questa vita non sono mai abbastanza

Dice il saggio Ecclesiaste (3:11) che Dio ha posto il pensiero dell’eternità nel cuore dell’uomo. Siamo stati creati per un qualcosa che è superiore alla nostra esperienza temporale sulla terra.

La vita sulla terra può essere deludente, a volte crudele. Ci sono molte domande, ma poche risposte. Ci sono molti problemi, ma poche soluzioni. Ma, grazie a Dio, questo non è l’unico modo di vivere! Gesù Cristo ci collega al mondo celeste. La vita presente ha senso solo in vista della vita che verrà. Altrimenti, come possiamo spiegare e sopportare le orribili tragedie che accadono continuamente?

A volte cose brutte accadono alla brava gente e cose buone accadono alla gente cattiva. A volte ci sembra di vedere una totale confusione . A volte sembra che le cose di questo mondo vadano al rovescio.  L’autore dell’Ecclesiaste ha notato la stessa cosa.  «Ho visto tutto questo nei giorni della mia vanità. C’è un tale giusto che perisce per la sua giustizia, e c’è un tale empio che prolunga la sua vita con la sua malvagità» (Ecclesiaste 7:15).  A noi questo non sembra giusto: «C’è una vanità che avviene sulla terra; ed è che vi sono dei giusti i quali sono trattati come se avessero fatto l’opera degli empi, e ci sono degli empi i quali sono trattati come se avessero fatto l’opera dei giusti»(Ecclesiaste 8:14)

Il mondo mi invita a vivere la mia vita rivolto verso i suoi valori. È facile versare la nostra vita in quel secchio senza fondo che è il mondo. Correre, correre, e non arrivare mai! Lavorare, lavorare e non ottenere niente. Versiamo tutta la nostra acqua nel secchio del mondo ma il secchio rimane sempre vuoto. Mentre il mondo mi invita a cercare argento ed oro, Dio mi ricorda di accumulare il mio tesoro in cielo, dove le tarme e la ruggine non distruggono e dove i ladri non scassinano e non rubano (Matteo 6:19-20).

Ora devo chiedere a me stesso: “Che tipo di tesoro sto cercando nella mia vita”?

Mentre il mondo mi invita a ricercare il piacere e la felicità per i miei pochi giorni terreni, Dio mi ricorda di cercare la pace e la felicità che durano in eterno. Mentre affrontiamo la vita, l’eternità deve avere un posto fondamentale nei nostri pensieri.

Gesù disse: “Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia…”. Il cielo deve diventare il punto di riferimento per tutto ciò che ci accade in questa vita. Ogni decisione della vita va presa con la mente rivolta al cielo. Ogni decisione deve essere presa con la consapevolezza che non vivremo qui per sempre.

Molti di noi non pensano al cielo fino a che le circostanze della vita non diventano spiacevoli o dolorose. Quando muore una persona amata, allora ci fermiamo a pensare al cielo. Quando diventiamo vecchi e ci rendiamo conto che la maggior parte della vita è passata, allora pensiamo al cielo. Quando il nostro fisico soffre a causa di malattie e dolori, allora pensiamo al cielo.

Molti cercano la ricompensa e la felicità in questa vita. Molti cercano di trovare il cielo proprio qui sulla terra.  Ma, prima o poi, rimangono delusi. Prima o poi, cominciano a capire che non potranno mai avere, in questo mondo, la pace, la prosperità e la felicità che cercano. Nella ricerca del loro cielo, alcuni perseguono avidamente i beni materiali. Altri diventano depressi e scoraggiati.

Ricordiamo le parole dell’apostolo Paolo: «Infatti io ritengo che le sofferenze del tempo presente non siano paragonabili alla gloria che dev’essere manifestata a nostro riguardo» (Romani 8:18)

Conclusione

Crediamo di essere nella terra dei viventi, diretti verso la terra dei morti; ma in realtà siamo nella terra dei morti e andiamo verso la terra dei vivi”.

La resurrezione di Gesù Cristo lasciò negli apostoli una viva impressione della realtà del mondo futuro. Questa realtà dette forza ai primi Cristiani. La chiesa del Nuovo Testamento divenne una potenza straordinaria che influenzò il mondo intero.

Poiché per loro il cielo era reale, i primi Cristiani non si facevano sedurre dalle cose inferiori di questo mondo. Se Satana li minacciava di morte, tanto meglio! Vedevano la morte come la porta dell’eternità, e capivano che l’eternità era migliore di questo mondo.

Avete problemi nella vita? Avete dolori nel vostro cuore? Avete detto “addio” ad una persona cara che è morta? Siete stanchi delle sofferenze di questo mondo?

Ricordate le parole di Gesù ai suoi apostoli: «Il vostro cuore non sia turbato; abbiate fede in Dio, e abbiate fede anche in me! Nella casa del Padre mio ci sono molte dimore; se no, vi avrei detto forse che io vado a prepararvi un luogo? Quando sarò andato e vi avrò preparato un luogo, tornerò e vi accoglierò presso di me, affinché dove sono io, siate anche voi; e del luogo dove io vado, sapete anche la via»(Giovanni 14:1-3)

Preghiamo Dio che apra i nostri occhi per vedere la bellezza e la meraviglia del cielo, e che rafforzi i nostri cuori in modo di credere alla sua promessa, che “le sofferenze del mondo presente non sono degne di essere confrontate con la gloria che aspetta i fedeli nel cielo”.

Sappiamo che Dio ha detto questo. Che Dio ci aiuti a crederlo. Amen.

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