SEGUIRE GESÙ

Stando a quello che dicono le persone che appartengono alla mia generazione, le persone nate tra il 1960 e il 1989 sono una generazione particolare. Sono cresciute senza Google, senza smartphone, senza social network, eppure hanno saputo prosperare. Hanno imparato a risolvere i problemi senza  scorciatoie, ad aggiustare le cose con le proprie mani, a cadere e rialzarsi senza tutorial. Giocavano con gli amici all’aperto fino a quando si accendevano i lampioni, bevevano dall’acqua del tubo in giardino senza paura di contaminarsi. Conoscevano il valore dell’attesa, del sacrificio, del meritarsi ciò che avevano. Hanno costruito amicizie vere, amori veri, lealtà reali. Hanno imparato il  rispetto non solo a scuola, ma dalla vita. Hanno vissuto il mondo prima e  dopo la tecnologia, adattandosi a entrambi, senza perdere se stessi.  In un mondo che corre veloce, questo equilibrio è raro. La Scrittura ricorda: «Ciò che è stato è ciò che sarà, e ciò che si è fatto è ciò che si rifarà» (Ecclesiaste 1:9).

Ed è proprio questa capacità di resistere e adattarsi che rende comprensibile anche una scelta profonda come quella di diventare cristiani secondo gli  ordinamenti biblici. Perché seguire Cristo non è una moda né una fuga, ma una decisione consapevole che comporta un grande cambiamento interiore. È scegliere di rimettere ordine nelle priorità, di rallentare quando il mondo corre, …

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I video  delle conferenze organizzate per offrire una lettura critica del libro di Corrado Augias intitolato “Paolo. L’uomo che inventò il Cristianesimo”.