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Fede e ragione

CHIESA DI CRISTO

Semplicemente cristiani

SCONVOLGENTE! DIO CI AMA

L’amore ha una posizione centrale nella rivelazione del Vangelo. Esso rappresenta il rapporto unico che intercorre fra l’uomo e Dio.

Nella prima lettera dell’apostolo Giovanni (4:8) si legge: “Chi non ama non ha conosciuto Dio, perché Dio è amore”.

L’amore non è soltanto una delle perfezioni di Dio ma ne è l’essenza stessa, la perfezione morale che penetra e abbraccia tutte le altre; essa è il più fulgido raggio del Nuovo Testamento.

L’affetto fraterno per raggiungere le alte vette della più eccelsa virtù deve assorbire, essere intriso, dissetato, rivestito dall’AMORE.

L’apostolo Pietro scrive nella sua seconda lettera (1:7): “aggiungete alla vostra fede la virtù; alla virtù la conoscenza; alla conoscenza l’autocontrollo; all’autocontrollo la pazienza; alla pazienza la pietà; alla pietà l’affetto fraterno; e all’affetto fraterno l’amore”.

L’apostolo Paolo volendo dare un’idea della suprema perfezione morale dell’amore, lo spiega e lo tratteggia con 14 aggettivazioni qualificanti (1 Corinzi 13:4-7): “L’amore è paziente, è benevolo; l’amore non invidia; l’amore non si vanta, non si gonfia, non si comporta in modo sconveniente, non cerca il proprio interesse, non s’inasprisce, non addebita il male, non gode dell’ingiustizia, ma gioisce con la verità; soffre ogni cosa, crede ogni cosa, spera ogni cosa, sopporta ogni cosa”.

Fantastico!  L’amore arriva fino al traguardo dove la vista la spinge, ed anche se vi trova l’opposto di quello che aveva sperato, SPERA ANCORA.

Tutte queste meravigliose qualificazioni sono le ancelle serventi, indispensabili perché l’amore sia vivo, vitale, trasformatore: “In questo si è manifestato per noi l’amore di Dio: che Dio ha mandato il suo Figlio unigenito nel mondo affinché, per mezzo di lui, vivessimo” (1 Giovanni 4:9). Lo Spirito Santo sceglie di questo amore il principale esempio, quello che sopravanza di gran lunga tutti gli altri. L’amore nella sua essenza si è manifestato in fatti visibili, storici per quanto riguarda i cristiani.

Un fatto palpabile dell’amore di Gesù che illumina le menti si trova in questo messaggio: “Chi viene a me non avrà più fame e chi crede in me non avrà mai più sete” (Giovanni 6:35).

Rimaniamo affascinati da questi inviti, percepiamo questo regalo della grazia, come la più dolce promessa che apre la via della speranza ad una comunione col Padre Eterno.

Senza occhi limpidi, senza accettazione serena della nostra fragilità, senza sensibilità, senza conversione all’amore, senza una certezza trasparente, nessuno torna di nuovo a farsi piccolo. Solo coloro che si fanno bambini sono capaci di sentire la sua voce e aprire le porte del cuore per la più intima e dolce comunione dell’universo.

Oh no… tutto questo non è un’esagerazione, l’uomo rigenerato sente con profonda persuasione la bellezza della quale risplendono le anime coperte della grazia, una bellezza incomprensibile che conquista, che avvince, che dona fierezza, bontà e infinita gratitudine.

Allora il Vangelo dell’amore mostra tutta la sua freschezza, tutta la sua luce. Il Dio della misericordia, benedice questi momenti di conquista, perché siano sempre più numerosi, assidui, coinvolgenti per vincere le tentazioni: il male. Quando l’uomo di Dio è rigenerato dal Suo perdono, si avvolge nelle certezze, allora si comprende che nessuna grandezza conta, nessuna ricchezza vale. C’è certezza che Dio non abbandonerà mai l’uomo, è l’uomo invece che lo lascia, lo ignora o lo rinnega.

I Cristiani a volte vivono lunghe pause nelle quali il fascino degli inviti divini, dei richiami, non sono ascoltati. Questi sono i tempi della tragedia; le note suadenti dell’amore sono spazzate dal vento dell’indifferenza e del peccato. È vitale, indispensabile che in quei momenti oscuri si dia l’allarme al cuore perché possa risalire sulle labbra l’invocazione dei discepoli sulla strada di Emmaus: “Resta con noi Signore…si fa sera” (Luca 24:29). Ogni sera è la promessa di un’aurora radiosa.

Rodolfo Berdini

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