IL RICCO E LAZZARO – Sprecare la nostra vita

Luca 16: 25 -26 «Ma Abramo disse: “Figlio, ricordati che tu hai ricevuto i tuoi beni durante la tua vita e Lazzaro similmente i mali; ora invece egli è consolato e tu soffri. Oltre a tutto ciò, fra noi e voi è posto un grande baratro, in modo tale che coloro che vorrebbero da qui passare a voi non possono; così pure nessuno può passare di là a noi”».

Questi versetti ci portano nel cuore di uno degli insegnamenti più potenti e strazianti di Gesù: l’episodio del ricco e di Lazzaro. Queste parole, pronunciate da Abramo all’uomo ricco, non sono solo una spiegazione della giustizia divina, ma un lamento profondo per l’eternità.

Non sono parole piene di rabbia o di trionfo, ma di una tristezza immensa. Abramo chiama il ricco “figlio”, un termine di affetto che rende il rimprovero ancora più doloroso. Gli dice di ricordare. Il vero tormento non è solo la sofferenza fisica, ma il peso del ricordo: la memoria di una vita vissuta nell’abbondanza, ignorando la sofferenza di Lazzaro, che giaceva alla sua porta.

L’ingiustizia di una vita sulla Terra è ribaltata. Lazzaro, il cui nome significa “Dio ha aiutato”, ha sopportato mali e umiliazioni, ma ora è consolato. Il ricco, che aveva ogni comfort, ora soffre. Non si tratta di una vendetta crudele, ma del ripristino …

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