IL MATRIMONIO

Dio, ha creato l’uomo e la donna in maniera tale che si attirino e si cerchino reciprocamente. Il racconto biblico della creazione parla dell’essere umano “maschio e femmina”, facendo della sessualità una condizione naturale ed esaltando le differenze fisiche e psichiche che esistono tra i due sessi. Dio ha stabilito non solo che l’uomo e la donna si attraggano, ma anche che si completino e per questo ha fissato delle regole, che possiamo definire come “la legge del matrimonio”, alla cui base ci sono tre principali finalità:
1. COMPLETARSI
L’uomo non è stato creato per vivere da solo, aveva bisogno di una creatura che gli stesse vicino e che lo aiutasse da un punto di vista psico-fisico. Per questo Dio ha creato la donna: “Poi l’Eterno disse:’ non è bene che l’uomo sia solo: io gli farò un aiuto conveniente” (Genesi 2:18). È un completamento che abbraccia diverse sfere, dalla vita sessuale, all’aspetto psicologico, intellettuale e sociale.
2. VIVERE SESSUALMENTE
L’uomo e la donna esistono l’uno per l’altro e non solo per avere figli. Il matrimonio è un’unione d’amore e ha in sé un significato che prescinde dalla procreazione e trova piena realizzazione anche in coppie che non hanno figli. Paolo, ispirato dallo Spirito Santo, nel definire i diritti e i doveri della coppia afferma: «Ma a …

L’incontro tra Dio e l’uomo è un dato fondamentale dell’esistenza ed è stato da sempre fissato all’interno della storia umana.
L’espressione “luoghi celesti” si trova solo nella lettera agli Efesini (1:3-20; 2:6; 3:10; 6:12) e indica le realtà trascendenti:
“Vi era in Gerusalemme un uomo di nome Simeone; quest’uomo era giusto e timorato di Dio, e aspettava la consolazione d’Israele; lo Spirito Santo era sopra di lui e gli era stato rivelato dallo Spirito Santo che non sarebbe morto prima di aver visto il Cristo del Signore. Egli, mosso dallo Spirito, andò nel tempio; e, come i genitori vi portavano il bambino Gesù per adempiere a suo riguardo le prescrizioni della legge, lo prese in braccio, e benedisse Dio, dicendo: «Ora, o mio Signore, tu lasci andare in pace il tuo servo, secondo la tua parola; perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza, che hai preparata dinanzi a tutti i popoli per essere luce da illuminare le genti e gloria del tuo popolo Israele»” (Luca 2:25).
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“Mentre era in cammino con i suoi discepoli Gesù entrò in un villaggio e una donna che si chiamava Marta, lo ospitò in casa sua. Marta si mise subito a preparare per loro, ed era molto affaccendata. Sua sorella invece, che si chiamava Maria, si era seduta ai piedi del Signore e stava ad ascoltare quel che diceva. Allora Marta si fece avanti e disse: “Signore, non vedi che mia sorella mi ha lasciata da sola a servire? Dille di aiutarmi! Ma il signore rispose: Marta, Marta, tu ti affanni e ti preoccupi di troppe cose. Una sola cosa è necessaria. Maria ha scelto la parte migliore e nessuno gliela porterà via” (Luca 10:38-42). Luca narra questo episodio in cui sono protagoniste Marta e Maria, due sorelle molto diverse tra di loro.
È domanda che ognuno dovrebbe porsi in questo periodo festivo, in cui come per incanto tutti sembrano trasformarsi in esseri buoni e caritatevoli. La suggestione che l’uomo ha creato sul Natale ferma, infatti, per un attimo la routine della vita, anche di coloro che sono sempre indifferenti ai problemi dello spirito, e tutti, anche se per pochi istanti, si lasciano sollecitare dai messaggi di pace e di amore che echeggiano ovunque.
La Chiesa di Cristo è stata istituita con scopi precisi e delimitati. Il loro mancato rispetto fa sì che la Chiesa cessi di essere “di Cristo”, ossia smetta di essere la sposa del Signore.