LA CHIESA È IL REGNO DI DIO

La chiesa è una parte del piano divino che Dio ha attuato per la salvezza dell’uomo. I propositi e i progetti che hanno portato alla sua esistenza sono tutti di origine divina. Una giusta comprensione di questi argomenti aiuterà molti di noi a dare una risposta alle molte false dottrine riguardanti questa divina istituzione.
Analizzeremo i tempi della sua fondazione, il luogo da dove ebbe inizio, il suo fondatore, e l’istituzione stessa. Verremo alla conclusione che chiesa e Regno di Dio sono la stessa cosa. Queste verità bibliche ci mostreranno l’assurdità delle speculazioni millennialiste che tendono a dimostrare che l’età e l’esistenza del Regno di Dio siano ancora da venire; che Cristo è in procinto di stabilire un regno terreno di mille anni, in Gerusalemme.
I. La Chiesa nel suo scopo e nella sua profezia
La Bibbia ci insegna chiaramente che “la infinitamente varia sapienza di Dio” è data a conoscere “per mezzo della chiesa”, e che tutto questo è “conforme al proponimento eterno ch’Egli ha mandato a effetto nel nostro Signore Gesù Cristo” (Efesini 3:10‑11). Quindi, la chiesa era sin dall’eternità, nel piano e nella mente di Dio. La chiesa non è una parentesi, o un ripensamento, o una sostituzione, dovuta al rinvio, da parte di Cristo, di stabilire il Regno.
- Isaia profetizzò
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Quando il vangelo parla del regno dei cieli, si riferisce sempre alla chiesa, la realtà spirituale dove Gesù regna oggi (Colossesi 1:13 – “Egli ci ha riscossi dalla potestà delle tenebre e ci ha trasportati nel regno del suo amato Figliuolo”). Paolo conferma e pone l’accento sulla realtà spirituale della chiesa definendola addirittura un “luogo celeste” (Efesini 2:6 – “…ci ha risuscitati con lui e con lui ci ha fatti sedere nei luoghi celesti in Cristo Gesù”).
Disse ancora questa parabola per certuni che erano persuasi di essere giusti e disprezzavano gli altri: «Due uomini salirono al tempio per pregare; uno era fariseo, e l’altro pubblicano. Il fariseo, stando in piedi, pregava così dentro di sé: “O Dio, ti ringrazio che io non sono come gli altri uomini, ladri, ingiusti, adulteri; neppure come questo pubblicano. Io digiuno due volte la settimana; pago la decima su tutto quello che possiedo”. Ma il pubblicano se ne stava a distanza e non osava neppure alzare gli occhi al cielo; ma si batteva il petto, dicendo: “O Dio, abbi pietà di me, peccatore!” Io vi dico che questo tornò a casa sua giustificato, piuttosto che quello; perché chiunque s’innalza sarà abbassato; ma chi si abbassa sarà innalzato» (Luca 18,9‑14).
Tema affascinante spesso oggetto di fantasie e speculazioni.
della ruota. In Cristo tutti si uniscono per formare un perfetto cerchio attraverso il quale la chiesa avanza nella sua opera di salvare le anime, aiutare i bisognosi e edificarsi l’un l’altro nell’amore. Senza Cristo questo non può accadere. In un’analogia simile, il secondo capitolo del libro degli Atti è stato definito “il fulcro della Bibbia”.
Le parole introduttive con le quali Matteo aveva iniziato la sua narrazione erano state: “Genealogia di Gesù Cristo, figliuolo di Davide, figliuolo di Abramo”. L’evangelista indicava lo scopo della sua storia, dimostrare che Gesù di Nazareth era il Messia atteso dal popolo di Israele, era il discendente di Davide, era la progenie di Abramo, che avrebbe portato la benedizione a tutte le nazioni.